Cervicalgia: cause e rimedi del mal di schiena

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Cos’è la cervicalgia e quali sono i sintomi e cosa fare quando i forti dolori si ripercuotono sulla schiena e sul collo

La cervicalgia è una patologia che coinvolge la parte alta della schiena: il rachide cervicale. Si tratta di un’area formata da sette vertebre che sono il sostegno quotidiano e fondamentale del nostro collo e della nostra testa.

A tutti sarà capitato, almeno una volta, di avere mal di schiena o dolore nella zona del collo. Il termine tecnico è cervicalgia e si tratta di una delle patologie più diffuse che coinvolge la schiena e le sette vertebre superiori del rachide, quelle che si trovano in prossimità della testa e del collo.

La cervicalgia colpisce di più le donne, può diventare invalidante se non trattata correttamente e può causare anche irrigidimento dei muscoli del collo e limitazioni, più o meno importanti, nei movimenti di tutti i giorni.

La prima cosa da fare è valutare i sintomi e identificare le cause della cervicalgia. Fatto questo, sarà possibile avviare il trattamento migliore.

Tutti, di tanto in tanto, possono essere colpiti da cervicalgia. Se succede sporadicamente, i sintomi in genere scompaiono nel giro di qualche giorno. Ma se il dolore e il fastidio si prolungano per più di dieci giorni è importante rivolgersi al proprio medico.

Per questo è importante conoscere la cervicalgia, riconoscere quali sono i suoi sintomi e affidarsi al proprio medico e agli operatori sanitari specializzati per curarla al meglio. Ecco, intanto, qualche informazione utile per conoscere le origini e le cause del tanto odiato mal di schiena.

Iniziamo dai sintomi e dal dolore che, partendo dalla schiena, si diffonde verso le spalle e le braccia e può essere accompagnato anche dal mal di testa, vertigini o disturbi della vista e dell’udito. Il mal di schiena può essere la conseguenza di un evento traumatico, come un incidente d’auto, ma può presentarsi anche quando si verificano queste condizioni:

  • Stress
  • Vita sedentaria
  • Postura scorretta (soprattutto quando si passano molte ore alla scrivania, davanti al computer)

I sintomi della cervicalgia

I dolori alla schiena non sono sempre uguali ma variano da persona a persona a seconda dei casi. In genere si manifestano tre tipologie di dolore:

  • La cervicalgia tensiva (chiamata anche torcicollo). Qui i sintomi coinvolgono in particolare il collo. Il dolore si manifesta con delle fitte più o meno forti, rigidità dei muscoli e una limitata mobilità dell’area interessata. Il torcicollo può essere legato a traumi o a colpi di freddo
  • La sindrome cervico-brachiale. In questo caso il dolore si irradia verso le spalle e le braccia e si manifesta una certa sensibilità eccessiva unita a formicolii agli arti; indizi di una compressione dei nervi cervicali.
  • La sindrome cervico-cefalica. Questo tipo di dolore si manifesta accompagnato da forti cefalee, ma anche vertigini, emicranie, disturbi all’udito e della vista, vomito e nausea.

In genere, i dolori tipici della cervicalgia durano pochi giorni, soprattutto se sono legati a traumi. Se non trattati in maniera adeguata, però, i sintomi possono ripresentarsi facilmente, diventando anche cronici.

Cause e trattamento

Spesso infiammazioni e dolori che interessano questa regione sono legati a traumi e coinvolgono le vertebre, le articolazioni o i muscoli, ma molte volte, invece, la causa è da ricercare nella postura scorretta che si prolunga nel tempo.

Se poi ci mettiamo poca attività fisica e una certa inadeguatezza del tono muscolare, la situazione può peggiorare e può creare le condizioni perfette per predisporci a contratture, strappi e lesioni, soprattutto quando facciamo movimenti bruschi o solleviamo carichi di peso eccessivi.

E anche lo stress non è da sottovalutare. Lo stress provoca tensioni muscolari e rende l’area del collo e della schiena particolarmente sensibile a infiammazioni o a traumi di varia natura.

C’è poi la questione delle patologie già esistenti; lordosi lombare, scoliosi, cifosi e altre malattie, come l’ernia del disco ma anche l’artrite o malocclusioni di tipo dentale, possono essere la causa dei dolori a carico della schiena.

Diagnosi e terapia

Localizzare il dolore è molto importante e aiuta il medico a identificare l’origine del disturbo e a capirne le cause.

Durante la visita, lo specialista si occuperà di stilare un’anamnesi del paziente ponendo alcune domande tipo;

  • che lavoro svolge il paziente?
  • Il dolore ha avuto origine in seguito a un trauma?
  • È un dolore progressivo? Oppure è comparso all’improvviso?

Una volta risposto a queste domande, sarà possibile procedere con l’esame obiettivo, che consiste nella valutazione neurologica e muscolo-scheletrica del paziente, indispensabile per escludere problematiche più serie, come ernie o protrusioni che possono sollecitare o comprimere le strutture nervose.

Gli specialisti che entrano in gioco in questo caso sono l’ortopedico e il fisiatra, che valuteranno la prescrizione di esami più approfonditi, come la TAC, la risonanza magnetica o la radiografia.

Fatto questo, lo specialista indicherà la terapia più adatta, che può prevedere farmaci anti-infiammatori uniti a un percorso di fisioterapia, che si può intraprendere anche a domicilio grazie ai professionisti sanitari che collaborano nella nostra squadra.

Rimedi e prevenzione

Come sempre, la prevenzione del disturbo passa – anche- attraverso uno stile di vita sano e corretto: un’attività fisica costante ci aiuta a tonificare e a rafforzare la muscolatura della schiena e del collo.

In caso di cervicalgia, alle terapie farmacologiche è bene affiancare anche alcuni accorgimenti: la zona colpita, per esempio, deve essere tenuta a riposo e, se consigliato dal medico, il paziente dovrà indossare un tutore.

Dopo la diagnosi e durante e dopo la terapia, bisognerà fare molta attenzione alla postura, per alleviare il carico sulle vertebre e sulle articolazioni, mentre la fisioterapia aiuterà a correggere i difetti posturali e a ripristinare le funzionalità della zona colpita.

I movimenti consigliati sono:

  • La rotazione del collo e del capo; tre giri verso sinistra e poi tre giri verso destra.
  • La flessione della testa, che si esegue inclinando la testa prima da un lato e poi dall’altro, cercando di portare quanto più è possibile l’orecchio verso la spalla.
  • L’estensione del collo in avanti, da effettuare delicatamente cercando di toccare il torace con il mento.
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