Virus HIV: sintomi e progressione verso l’AIDS

HIV: sintomi e contagio

HIV e AIDS

L’HIV (Virus dell’Immunodeficienza Umana) è un virus che attacca il sistema immunitario, indebolendo le difese dell’organismo contro le infezioni. Se non trattata, l’infezione da HIV può portare all’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita), lo stadio più avanzato dell’infezione caratterizzato da un sistema immunitario gravemente compromesso.

L’HIV si trasmette attraverso il contatto con fluidi corporei infetti come sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno. Le principali vie di trasmissione sono: rapporti sessuali non protetti, condivisione di siringhe, trasmissione verticale da madre a figlio durante gravidanza, parto o allattamento. L’HIV non si trasmette attraverso contatti casuali come abbracci, baci, condivisione di stoviglie.

sintomi dell’infezione acuta da HIV, che si manifestano 2-4 settimane dopo il contagio, possono includere febbre, mal di gola, eruzione cutanea, ingrossamento dei linfonodi. Questi sintomi spesso passano inosservati o sono scambiati per una banale influenza. Segue poi una fase di latenza clinica che può durare anni, in cui il virus HIV continua a replicarsi e danneggiare il sistema immunitario senza dare sintomi evidenti.

Se non trattata, l’infezione da HIV evolve in AIDS, caratterizzata da un grave deficit immunitario e dall’insorgenza di infezioni opportunistiche e tumori. I sintomi dell’AIDS includono grave perdita di peso, febbre ricorrente, stanchezza estrema, diarrea, infezioni e tumori inusuali.

La diagnosi di infezione da HIV si basa su test sierologici che ricercano gli anticorpi anti-HIV o l’antigene p24. I test rapidi danno un risultato in 20-30 minuti. Un risultato positivo va sempre confermato con test più specifici come il test combinato anticorpi/antigene o il test molecolare.

Ad oggi non esiste una cura per l’HIV, ma i farmaci antiretrovirali (ARV) permettono di tenere sotto controllo l’infezione, bloccando la replicazione del virus. La terapia antiretrovirale combinata (cART) prevede l’uso di almeno 3 farmaci ARV appartenenti a classi diverse. Se assunta regolarmente, la cART riduce la carica virale nel sangue fino a renderla non rilevabile, permettendo un recupero del sistema immunitario e riducendo drasticamente il rischio di trasmissione del virus.

Trasmissione

L’HIV si trasmette attraverso fluidi corporei specifici, tra cui sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno. Le principali vie di trasmissione includono rapporti sessuali non protetti, condivisione di aghi per l’uso di droghe e trasmissione da madre a figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

Il rischio di contrarre l’HIV varia a seconda del tipo di esposizione. È più alto per rapporti sessuali anali ricettivi non protetti e per la condivisione di aghi. È più basso per rapporti vaginali e orali.

Le modalità più comuni di trasmissione includono:

  • Rapporti sessuali non protetti: Il sesso vaginale o anale senza l’uso di preservativi con un partner HIV-positivo;
  • Condivisione di aghi: Lo scambio di siringhe o altri strumenti per l’uso di droghe per via iniettiva;
  • Trasmissione verticale: Le donne HIV-positive possono trasmettere il virus ai loro bambini durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. Tuttavia, con un’adeguata terapia antiretrovirale e altre misure preventive, il rischio può essere notevolmente ridotto.

L’HIV non si trasmette attraverso contatti casuali come abbracci, baci, condivisione di stoviglie o l’uso di servizi igienici pubblici.

Sintomi dell’infezione da HIV

Il periodo massimo di incubazione dell’HIV, cioè il tempo tra l’infezione e la produzione di anticorpi rilevabili con i test, è di solito di 3 mesi. In rari casi, può estendersi fino a 6 mesi.

Il primo sintomo dell’infezione da HIV, quando presente, è spesso una sindrome simil-influenzale che compare 2-4 settimane dopo l’infezione (sindrome acuta da HIV). I sintomi possono includere febbre, mal di gola, ingrossamento dei linfonodi, eruzione cutanea, dolori muscolari e articolari.

La durata della febbre nella sindrome acuta da HIV (fase iniziale dell’infezione) è variabile, ma in genere va da pochi giorni a 2 settimane. Tuttavia, non tutte le persone con infezione acuta da HIV sviluppano febbre o altri sintomi evidenti.

Riconoscere i primi sintomi dell’infezione da HIV è fondamentale per una diagnosi precoce e un intervento tempestivo, che possono migliorare significativamente la prognosi e la qualità della vita delle persone infette.

Gli esami del sangue che possono suggerire un’infezione da HIV includono la conta dei linfociti CD4 (ridotta), la carica virale HIV (elevata), la velocità di sedimentazione eritrocitaria e la proteina C-reattiva (aumentate). Tuttavia, possono confermare la diagnosi solo i test specifici per l’HIV.

Fase acuta

Nelle prime 2-4 settimane dopo l’infezione da HIV, molte persone avvertono sintomi simil-influenzali noti come “sindrome retrovirale acuta” o “malattia acuta da HIV”. Questi sintomi, che includono febbre, linfoadenopatia, faringite, eruzione cutanea, mialgia, artralgia, cefalea e sintomi gastrointestinali, sono il risultato della risposta immunitaria iniziale del corpo all’HIV.

  • Febbre: temperatura corporea elevata (>38°C), spesso accompagnata da brividi e sudorazione;
  • Linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi, particolarmente nel collo, nelle ascelle e nell’inguine;
  • Faringite: mal di gola, spesso associato a ingrossamento delle tonsille;
  • Eruzione cutanea: rash maculopapulare diffuso, non pruriginoso, tipicamente sul tronco e sugli arti;
  • Mialgia e artralgia: dolori muscolari e articolari, che possono essere gravi;
  • Cefalea: mal di testa, spesso associato a fotofobia (sensibilità alla luce) e meningismo (rigidità del collo);
  • Sintomi gastrointestinali: nausea, vomito, diarrea e perdita di appetito.

Questi sintomi possono manifestarsi in maniera più o meno grave e possono durare da pochi giorni a diverse settimane. Tuttavia, è importante notare che non tutte le persone con infezione acuta da HIV avvertono questi sintomi, e alcuni individui durante questa fase possono risultare completamente asintomatici.

I sintomi dell’infezione acuta da HIV, nota anche come sindrome retrovirale acuta, possono essere facilmente scambiati per quelli di altre patologie virali, come l’influenza stagionale o la mononucleosi infettiva. Tuttavia, durante questa fase, la carica virale dell’HIV raggiunge livelli estremamente elevati, rendendo il rischio di trasmissione del virus particolarmente alto. Pertanto, è imperativo che le persone con sospetta esposizione all’HIV e sintomi correlati si sottopongano al test per l’HIV il prima possibile.

Fase cronica o latente

Dopo la fase acuta, l’HIV entra in una fase di latenza clinica, durante la quale il virus continua a replicarsi ma a un ritmo più lento. Durante questa fase, che può durare anni, le persone con HIV possono essere asintomatiche o avvertire sintomi non specifici come linfoadenopatia persistente, affaticamento cronico e perdita di peso inspiegabile.

  • Linfoadenopatia persistente generalizzata (LPG): ingrossamento dei linfonodi in due o più siti extrainguinali che persiste per più di 3 mesi, spesso associato a una conta di cellule CD4 inferiore a 500 cellule/μL;
  • Affaticamento cronico: sensazione di stanchezza persistente e debilitante non alleviata dal riposo, che può interferire con le attività quotidiane e la qualità della vita;
  • Perdita di peso inspiegabile: calo ponderale di oltre il 10% in assenza di cambiamenti intenzionali nella dieta o nell’esercizio fisico, spesso associato a una conta di cellule CD4 inferiore a 200 cellule/μL;
  • Diarrea cronica: episodi frequenti di diarrea acquosa o sanguinolenta che durano più di un mese, senza una causa identificabile;
  • Febbre persistente: temperatura corporea superiore a 38°C che persiste per diverse settimane senza una causa apparente, spesso associata a sudorazioni notturne e perdita di peso.

Nel corso dell’infezione cronica da HIV non trattata, il virus continua a danneggiare il sistema immunitario, portando a un graduale declino della conta delle cellule T CD4. Questo declino rende il soggetto sempre più suscettibile a infezioni opportunistiche e alcuni tipi di cancro, segnando la progressione verso la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Anche in assenza di sintomi evidenti, le persone con HIV in fase di latenza clinica possono trasmettere il virus ad altri attraverso rapporti sessuali non protetti, condivisione di aghi o trasmissione verticale da madre a figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

Infezione sintomatica precoce

L’infezione sintomatica precoce da HIV segna la progressione della malattia causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV). Questa fase segue il periodo di latenza clinica, durante il quale il virus continua a replicarsi attivamente nell’organismo, pur in assenza di sintomi evidenti.

Questa fase è caratterizzata dalla comparsa di manifestazioni cliniche che riflettono un progressivo deterioramento del sistema immunitario. I sintomi possono essere variabili e aspecifici, rendendo talvolta difficile una diagnosi tempestiva. Tra i sintomi più comuni ci sono:

  • Linfoadenopatia persistente: ingrossamento dei linfonodi in diverse parti del corpo, come collo, ascelle e inguine;
  • Febbre: episodi febbrili ricorrenti o persistenti, spesso associati a sudorazione notturna;
  • Perdita di peso: calo ponderale involontario, non attribuibile a modifiche della dieta o dell’attività fisica;
  • Astenia: sensazione di stanchezza e debolezza, che può compromettere le attività quotidiane;
  • Manifestazioni cutanee e mucose: eruzioni cutanee, dermatiti, lesioni del cavo orale (candidosi, leucoplachia villosa), herpes zoster;
  • Sintomi gastrointestinali: diarrea cronica, nausea, vomito, perdita dell’appetito;
  • Sintomi neurologici: cefalea, difficoltà di concentrazione, neuropatie periferiche.

Durante questa fase, il conteggio dei linfociti T CD4, le cellule bersaglio principali dell’HIV, tende a diminuire progressivamente. Questo rende l’organismo più vulnerabile alle infezioni opportunistiche, cioè infezioni causate da microrganismi che normalmente non causano malattia in persone con sistema immunitario intatto.

È importante sottolineare che la presenza di questi sintomi non è specifica dell’infezione da HIV e può essere riscontrata in molte altre condizioni. Tuttavia, il loro perdurare o il loro ripresentarsi dovrebbe indurre il sospetto di un’infezione da HIV, soprattutto in presenza di fattori di rischio come rapporti sessuali non protetti o uso di droghe per via endovenosa.

La diagnosi di infezione da HIV in fase sintomatica precoce si basa sulla dimostrazione della presenza del virus o degli anticorpi specifici attraverso test di laboratorio, come il test ELISA e il test di conferma Western Blot. Una volta confermata la diagnosi, per contrastare la replicazione virale, preservare la funzione immunitaria e prevenire la progressione verso l’AIDS conclamato è importantissimo iniziare tempestivamente la terapia antiretrovirale (ART).

Infezioni opportunistiche e tumori

Con il deterioramento del sistema immunitario, le persone con HIV avanzato non trattato diventano sempre più suscettibili a infezioni opportunistiche e tumori, che definiscono la progressione verso l’AIDS. Alcuni dei sintomi più comuni associati a queste condizioni includono:

  • Candidiasi orale e esofagea: infezione fungina causata da Candida albicans, che si manifesta con placche bianche removibili in bocca (leucoplachia orale villosa) e difficoltà a deglutire (disfagia);
  • Polmonite da Pneumocystis jirovecii (PCP): infezione polmonare che causa tosse non produttiva, febbre, dispnea progressiva e ipossiemia, spesso quando la conta delle cellule CD4 scende al di sotto di 200 cellule/μL;
  • Toxoplasmosi cerebrale: infezione parassitaria causata da Toxoplasma gondii, che può causare mal di testa, confusione, convulsioni e deficit neurologici focali, spesso quando la conta delle cellule CD4 è inferiore a 100 cellule/μL;
  • Tubercolosi (TB): infezione batterica causata da Mycobacterium tuberculosis, che colpisce principalmente i polmoni, causando tosse persistente, febbre, sudorazioni notturne e perdita di peso;
  • Sarcoma di Kaposi (KS): tumore vascolare multicentrico associato all’herpesvirus umano 8 (HHV-8), che causa lesioni cutanee o mucose viola o rossastre, spesso quando la conta delle cellule CD4 è inferiore a 200 cellule/μL;
  • Linfoma non Hodgkin (NHL): gruppo eterogeneo di tumori del sistema linfatico, che possono causare linfoadenopatia, epatomegalia, splenomegalia, sintomi sistemici e sintomi specifici della sede anatomica interessata.

AIDS sintomatologia

La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è lo stadio avanzato dell’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV). In assenza di trattamento, il tempo medio per lo sviluppo dell’AIDS è di circa 10 anni dall’infezione da HIV.

Con le attuali terapie antiretrovirali, molte persone con AIDS possono raggiungere una soppressione virale duratura e un recupero del sistema immunitario, conducendo una vita normale. Senza trattamento, l’aspettativa di vita dopo la diagnosi di AIDS è di circa 3 anni.

Sebbene molti sintomi dell’AIDS siano comuni sia negli uomini che nelle donne, esistono alcune differenze.

Le donne con AIDS possono presentare sintomi ginecologici come la candidosi vaginale ricorrente e la neoplasia cervicale, mentre gli uomini possono riscontrare disfunzione erettile e ipogonadismo. Inoltre, alcune condizioni legate all’AIDS, come il sarcoma di Kaposi e le infezioni batteriche invasive, possono colpire uomini e donne con frequenza diversa.

Sintomi comuni

Sia gli uomini che le donne con AIDS possono riscontrare una serie di sintomi generali, tra cui:

  • Febbre persistente: temperatura corporea elevata (superiore a 38°C) che dura per settimane o mesi;
  • Sudorazione notturna: episodi di sudorazione profusa durante il sonno, spesso tali da bagnare le lenzuola;
  • Perdita di peso inspiegabile: calo ponderale significativo (superiore al 10% del peso corporeo) non attribuibile a cambiamenti intenzionali nella dieta o nell’esercizio fisico;
  • Linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi in varie parti del corpo, come collo, ascelle e inguine;
  • Affaticamento cronico: sensazione persistente di stanchezza e spossatezza non alleviata dal riposo;
  • Diarrea cronica: episodi frequenti di feci liquide o molli che durano per settimane o mesi;
  • Candidiasi orale: infezione fungina della bocca e della gola, caratterizzata da placche bianche o macchie rosse dolorose.

Sintomi donna

Le donne con AIDS possono presentare:

  • Candidosi vaginale ricorrente o resistente al trattamento: infezioni fungine vaginali frequenti o che non rispondono alla terapia antifungina standard;
  • Neoplasia cervicale intraepiteliale (CIN): lesioni precancerose o cancro della cervice uterina, spesso causate dal papillomavirus umano (HPV);
  • Malattia infiammatoria pelvica (PID) grave o ricorrente: infezione degli organi riproduttivi femminili che può portare a complicanze come ascessi pelvici e infertilità;
  • Herpes genitale più grave e ricorrente: episodi più frequenti e intensi di lesioni dolorose causate dal virus dell’herpes simplex.

Sintomi uomo

Gli uomini con AIDS possono presentare:

  • Disfunzione erettile: difficoltà a raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente;
  • Ipogonadismo: ridotta produzione di testosterone che può causare sintomi come diminuzione della libido, affaticamento, perdita di massa muscolare e osteoporosi;
  • Prostatite: infiammazione o infezione della ghiandola prostatica che può causare dolore pelvico, difficoltà o dolore durante la minzione e disfunzione erettile.

HIV diagnosi

La diagnosi dell’HIV è il primo passo fondamentale per identificare le persone infette dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV). Attraverso una combinazione di test di screening e di conferma, le persone possono conoscere il proprio stato HIV e intraprendere azioni per proteggere la propria salute e quella degli altri.

test per la diagnosi dell’HIV si basano sul rilevamento degli anticorpi anti-HIV e/o dell’antigene p24 nel sangue. I test di screening includono:

  • Test rapidi (point-of-care): danno un risultato in 20-30 minuti e hanno un’alta sensibilità;
  • Test combinati anticorpi/antigene (di IV generazione): rilevano sia gli anticorpi anti-HIV che l’antigene p24, permettendo di identificare l’infezione anche nella fase acuta, prima della sieroconversione;
  • Test di II o III generazione: rilevano solo gli anticorpi anti-HIV. Meno usati perché meno sensibili dei test combinati.

Test per HIV

Test per l’HIV

test per l’HIV sono esami diagnostici che permettono di rilevare la presenza del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) nell’organismo.

Esistono diversi tipi di test per l’HIV:

  • Test anticorpali: rilevano gli anticorpi anti-HIV prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione. Includono i test rapidi (risultato in 20-30 minuti) e i test ELISA (risultato in pochi giorni). Sono i test più comuni, ma possono dare un risultato negativo se eseguiti durante il periodo finestra;
  • Test combinati anticorpi/antigene p24: oltre agli anticorpi, rilevano anche l’antigene p24, una proteina virale presente prima della produzione di anticorpi. Permettono di diagnosticare l’infezione anche nella fase acuta;
  • Test molecolari (HIV-RNA o HIV-DNA): rilevano direttamente il materiale genetico del virus nel sangue. Sono usati per confermare un risultato positivo al test anticorpale o combinato, o per diagnosticare l’infezione acuta prima della sieroconversione.

La procedura del test prevede in genere un prelievo di sangue venoso, ma alcuni test rapidi possono essere eseguiti su sangue capillare (puntura del dito), saliva o fluido orale. Il test è volontario e richiede il consenso informato del paziente.

Un risultato negativo indica l’assenza di infezione da HIV, a meno che il test non sia stato eseguito durante il periodo finestra. In caso di esposizione a rischio recente, il test va ripetuto dopo 2-3 mesi.

Un risultato positivo a un test di screening (rapido o ELISA) va sempre confermato con un test più specifico (test molecolare o Western Blot). Solo dopo conferma si può porre diagnosi di infezione da HIV. Un risultato positivo confermato non significa avere l’AIDS: la maggior parte delle persone con HIV, se diagnosticate precocemente e trattate efficacemente, conduce una vita lunga e in salute.

In caso di risultato positivo, il soggetto interessato deve avvisare immediatamente i partner sessuali e le persone con cui ha condiviso aghi, in modo che possano a loro volta sottoporsi al test ed eventualmente iniziare una terapia adeguata.

Il periodo finestra dell’HIV è l’intervallo di tempo tra il momento dell’infezione da HIV e il momento in cui gli anticorpi anti-HIV diventano rilevabili in un test del sangue. Durante questo periodo, una persona può essere infetta dall’HIV, ma il test potrebbe risultare negativo.

Dove fare i test

I test per l’HIV sono disponibili presso servizi sanitari pubblici, centri per le malattie sessualmente trasmesse, servizi per le dipendenze e consultori. Inoltre, anche studi infermieristici privati come Prelievo a domicilio eseguono test ed esami a domicilio per HIV, AIDS e tutte le infezioni da malattie sessualmente trasmissibili.

In alternativa, per eseguire il test in autonomia e in privato si possono acquistare test fai-da-te in farmacia, ma un risultato positivo va sempre confermato con un test di laboratorio.

Sottoporsi regolarmente al test HIV, soprattutto se si hanno comportamenti a rischio, è un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri. Conoscere il proprio stato sierologico permette di accedere precocemente alle cure, mantenere una buona salute e prevenire la trasmissione del virus.

Il test per l’HIV non deve essere fonte di ansia o stigma: esistono servizi e organizzazioni che forniscono supporto e assistenza in ogni fase del percorso diagnostico e terapeutico. Per maggiori informazioni puoi consultare la pagina dedicata all’HIV, all’AIDS e alle infezioni sessualmente trasmesse sul sito del Ministero della Salute.

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