Gonorrea (blenorragia): sintomi, cause e cura

Gonorrea: cos'è e come si cura

Cos’è la gonorrea

La gonorrea, nota anche come blenorragia o scolo, è un’infezione batterica molto contagiosa che colpisce l’apparato urogenitale. È causata dal microrganismo Neisseria gonorrhoeae, un batterio Gram-negativo conosciuto anche con il nome di gonococco.

Questa malattia a trasmissione sessuale (MST), interessa sia gli uomini che le donne e si stima che ogni anno, vengano registrati circa 80 milioni di nuovi casi di gonorrea nel mondo, ed è per questo classificata come la seconda malattia a trasmissione sessuale più diffusa dopo la clamidia.

I primi sintomi di gonorrea compaiono di solito entro 1-2 settimane dal contagio. Tuttavia, in una minoranza di persone, l’incubazione può prolungarsi fino a 3-6 mesi. Inoltre, dato che la gonorrea non conferisce immunità, si può contrarre più volte se si hanno rapporti non protetti con diversi partner infetti.

Con una terapia antibiotica adeguata la gonorrea guarisce solitamente entro 7-10 giorni. Se non adeguatamente trattata con terapia antibiotica, la gonorrea acuta si protrae per mesi o anni diventando cronica. Ciò accade perché il gonococco riesce ad adattarsi e sopravvivere all’interno delle cellule umane, eludendo la risposta immunitaria.

La cronicizzazione comporta un alto rischio di sviluppare gravi complicanze come sterilità, dolore pelvico persistente, epididimite, prostatiti e maggiori rischi di contrazione di HIV.

La malattia dello scolo è il vecchio termine con cui si indicava la gonorrea.

Trasmissione

La gonorrea si trasmette per via sessuale, attraverso rapporti vaginali, anali od orali con una persona infetta, anche asintomatica.

Il gonococco colonizza l’epitelio delle mucose genitali, rettali o orofaringee e innesca una rapida risposta infiammatoria con abbondanti secrezioni purulente, altamente contagiose.

Data l’elevata contagiosità, per trasmettere l’infezione, basta anche un singolo rapporto non protetto e piccole quantità di secrezioni introdotte nell’uretra, nel retto o in bocca.

La gonorrea può diffondersi da una zona all’altra del corpo tramite il contatto diretto. Ad esempio, il batterio può risalire il tratto genitale femminile e causare infiammazioni a livello uterino, tubarico e pelvico.

Più raramente, la trasmissione può avvenire dalla madre affetta al neonato durante il travaglio e il parto. In questi casi, l’infezione che ne deriva è oculare e viene denominata oftalmia neonatorum.

La gonorrea viene trasmessa da entrambi i sessi affetti dall’infezione, attraverso rapporti vaginali, anali od orali non protetti.

Sintomi

La sintomatologia della gonorrea può variare significativamente tra i due sessi, sia per motivi anatomici che ormonali. Mentre nell’uomo i sintomi sono solitamente evidenti e specifici, nella donna tendono ad essere più sfumati e aspecifici.

I primi sintomi compaiono generalmente entro 1-14 giorni dal contagio, ma in alcuni soggetti possono manifestarsi anche dopo diversi mesi. Nelle donne i segni clinici tendono ad essere meno evidenti e la malattia può rimanere misconosciuta per lungo tempo.

Tra i sintomi più frequenti troviamo: perdite di colore giallo-verdastro dai genitali o dall’ano, bruciore e dolore durante la minzione o i rapporti sessuali, prurito e arrossamento delle mucose genitali e dolore pelvico e addominale basso.

Uomo

Nell’uomo, la gonorrea colpisce tipicamente l’uretra, causando uretrite con perdite purulente giallo-verdastre, dolore e bruciore durante la minzione. Possono associarsi prurito al pene, dolore ai testicoli ed eventualmente orchite.

Generalmente i sintomi insorgono entro 1-2 settimane dal rapporto a rischio e sono molto caratteristici. Tuttavia in una piccola percentuale di uomini l’infezione decorre in modo del tutto asintomatico.

Nel sesso maschile, i sintomi tipici includono:

  • Perdite dense e filanti di colore giallo-verdastro dal pene: rappresentano il segno più caratteristico, particolarmente evidenti la mattina. Sono dovute all’infiammazione e secrezioni purulente; dell’uretra.
  • Dolore e bruciore durante la minzione: causato dal passaggio delle urine sull’uretra infiammata. In questa circostanza, può aumentare anche la frequenza della minzione;
  • Prurito, arrossamento e gonfiore del meato uretrale: conseguenti all’irritazione provocata dalle abbondanti perdite;
  • Dolore e tumefazione ai testicoli: possibile complicanza dovuta a epididimite o orchite.

Donna

Nella donna, l’infezione può attaccare la cervice uterina provocando la cervicite. I sintomi comprendono perdite vaginali maleodoranti, sanguinamento vaginale anomalo, dolore addominale basso, dispareunia. Le complicanze possono causare malattia infiammatoria pelvica, endometrite e salpingite.

Anche il retto e la faringe possono essere sedi di infezione gonococcica, rispettivamente con proctite o faringite. I sintomi variano in base alla localizzazione ma comprendono sempre perdite purulente, bruciore, prurito e arrossamento.

Nel sesso femminile, i sintomi più comuni includono:

  • Perdite vaginali abbondanti e maleodoranti di colore giallastro o verdastro: dovute alla cervicite gonococcica con secrezioni purulente dal canale cervicale;
  • Spotting o sanguinamento vaginale anomalo: causato dall’infiammazione della cervice uterina;
  • Dolore addominale basso o dolore pelvico, più intenso durante i rapporti: per coinvolgimento dell’apparato genitale interno;
  • Dispareunia e dolore alla penetrazione: dovuti a infiammazione e friabilità delle mucose vaginali;
  • Bruciore e/o aumento della frequenza della minzione: per eventuale uretrite;
  • Prurito, arrossamento e gonfiore vulvare: per infiammazione dei genitali esterni.

Dal 10 al 25% delle donne con gonorrea non lamenta sintomi evidenti, ciò ritarda spesso la diagnosi e il trattamento. Per questo motivo è fortemente raccomandato sottoporsi regolarmente a screening e controlli ginecologici.

Gonorrea rettale sintomi

Gonorrea rettale

La gonorrea rettale è una forma di infezione da Neisseria gonorrhoeae che interessa il retto e il canale anale e viene contratta solitamente attraverso rapporti anali non protetti con un partner infetto. Tuttavia, il batterio gonococco, molto contagioso, può raggiungere il retto anche con il fisting o con l’utilizzo di sex toys contaminati non protetti da preservativo.

Più raramente il contagio può avvenire per diffusione dell’infezione dai genitali al retto, ad esempio toccando le perdite genitali con le mani e poi il retto, oppure attraverso cattive pratiche igieniche.

I sintomi tipici della proctite gonococcica includono:

  • Perdite muco-purulente, pus o sangue dal retto;
  • Prurito, bruciore, dolore e irritazione all’ano e nel retto;
  • Tenesmo e sensazione di incompleto svuotamento,
  • Difficoltà ad evacuare, stipsi;
  • Sangue rosso vivo nelle feci;
  • Gonfiore dei linfonodi inguinali.

Se non riconosciuta e curata adeguatamente, la gonorrea rettale può comportare serie complicanze, tra cui:

  • Diffusione dell’infezione ad altri distretti, come uretra, cervice, faringe;
  • Proctite cronica con dolore rettale persistente;
  • Stenosi rettale con costipazione e ostruzione intestinale;
  • Fistole e ascessi perianali;
  • Maggiore facilità di trasmissione o acquisizione di HIV;

La gonorrea anale si cura con una combinazione di ceftriaxone per via intramuscolare e antibiotici orali come azitromicina o doxiciclina, per 7-10 giorni.

Gonorrea orale

La gonorrea orale, o faringite gonococcica, è una forma di infezione da Neisseria gonorrhoeae che colpisce la faringe e il cavo orale. Il contagio avviene tramite rapporti orali con una persona che presenta gonorrea a livello genitale, rettale o orale.

Il gonococco infetta le mucose della bocca e della gola, dove può proliferare e causare infiammazione. L’infezione si trasmette attraverso il contatto diretto, rendendo così il sesso orale non protetto molto rischioso.

I sintomi tipici della faringite gonococcica possono includere:

  • Arrossamento della gola;
  • Gonfiore e infiammazione delle tonsille;
  • Placche o ulcerazioni in gola;
  • Mal di gola;
  • Gonfiore doloroso dei linfonodi del collo.

La gonorrea orale non adeguatamente trattata può comportare complicanze come: diffusione dell’infezione ad altri distretti, faringite cronica con danni alle tonsille, maggiore suscettibilità alle infezioni da streptococco e maggiore rischio di contrarre e trasmettere HIV.

Il mal di gola da gonorrea orale si manifesta con arrossamento, placche o ulcerazioni in gola, linfonodi cervicali gonfi e dolenti. Spesso è asintomatico.

Cause

La gonorrea è causata dal batterio Gram-negativo Neisseria gonorrhoeae, un microrganismo a forma di cocco facente parte della famiglia delle Neisseriaceae, conosciuto anche con il nome di gonococco.

Il gonococco è un patogeno esclusivamente umano che possiede determinanti antigenici variabili, una notevole capacità di eludere le difese immunitarie e di sviluppare una particolare resistenza agli antibiotici.

Queste caratteristiche gli consentono di eludere la risposta immunitaria dell’ospite e di adattarsi per sopravvivere all’interno delle cellule umane, provocando infezioni persistenti e favorendo l’insorgenza di ceppi antibiotico-resistenti.

Il batterio produce diversi fattori di virulenza che gli permettono di aderire alle cellule epiteliali, invaderle e moltiplicarsi al loro interno, causando flogosi e danno tissutale.

La trasmissione avviene per via sessuale attraverso rapporti vaginali, anali od orali non protetti con una persona infetta. Più raramente può essere contratta alla nascita, trasmessa dalla madre al neonato.

Fattori di rischio

Alcuni comportamenti e situazioni aumentano il rischio di contrarre la gonorrea:

  • Rapporti sessuali non protetti;
  • Cambiamento frequente di partner sessuali;
  • Storia di altre malattie a trasmissione sessuale;
  • Età giovanile 15-24 anni;
  • Coinfezione da altre MST come clamidia o sifilide.

Diagnosi

Per diagnosticare la gonorrea sono disponibili diversi esami di laboratorio che consentono di evidenziare la presenza del microrganismo Neisseria gonorrhoeae in campioni provenienti dalle mucose genitali, rettali o orofaringee.

Per diagnosticare la gonorrea il medico può prescrivere:

  • Tamponi uretrali, cervicali, rettali o faringei per esame colturale;
  • Test molecolari su urine o tamponi;
  • Emocoltura per diagnosticare rari casi di gonorrea disseminata con batteriemie.

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Trattamento

La gonorrea si cura con una terapia antibiotica mirata, solitamente ceftriaxone per via intramuscolare associato ad azitromicina per via orale.

Con il trattamento antibiotico adeguato, la gonorrea guarisce in genere entro 7-10 giorni dall’inizio della terapia. Per evitare ricadute o resistenze, è fondamentale seguire correttamente la terapia per il tempo prescritto, anche se i sintomi migliorano rapidamente.

Come agiscono gli antibiotici contro la gonorrea

Rimedi farmacologici

I farmaci più utilizzati per curare la gonorrea sono:

  • Ceftriaxone: antibiotico beta-lattamico del gruppo delle cefalosporine di terza generazione. Viene somministrato per via intramuscolare in dose singola da 250 mg fino a 500 mg. Grazie all’elevata potenza battericida e ai buoni livelli tissutali, è considerato il farmaco di prima linea per la cura della gonorrea non complicata.
  • Azitromicina: antibiotico macrolide che viene assunto per via orale in dose singola da 1 a 2 g. Si associa spesso al ceftriaxone per il trattamento della gonorrea, poiché copre eventuali co-infezioni da Chlamydia trachomatis.
  • Doxiciclina: antibiotico della famiglia delle tetracicline, che può essere utilizzata in combinazione con il ceftriaxone nei soggetti allergici all’azitromicina. Si assume per via orale.
  • Ciprofloxacina: antibiotico fluorochinolonico che può essere usato in monoterapia nei ceppi sensibili. Si somministra per via orale.
  • Ofloxacina: altro antibiotico, è un chinolone orale impiegato come alternativa alla ciprofloxacina, ma anch’esso gravato da alti tassi di resistenza.
  • Spectinomicina: antibiotico aminociclitolico iniettabile, riservato al trattamento della gonorrea resistente ai farmaci di prima linea o nei casi allergici alle cefalosporine o in gravidanza.
  • Cefixime: una cefalosporina orale talvolta utilizzata nel trattamento della gonorrea cervicale, uretrale e faringea.

Gonorrea resistente agli antibiotici

La resistenza agli antibiotici è dovuta a mutazioni casuali nel DNA batterico favorite dall’uso improprio e incontrollato di antibiotici, dall’interruzione precoce delle cure e dalla mancata eradicazione nei partner. Ciò ha portato alla diffusione di ceppi resistenti, in particolare a penicilline, tetracicline, chinolonici e talvolta anche cefalosporine.

Di fronte a gonorrea resistente agli antibiotici di prima linea, si può ricorrere a:

  • Test di sensibilità per identificare antibiotici efficaci;
  • Aumento del dosaggio dei farmaci assunti;
  • Terapia combinata con 2 antibiotici differenti;
  • Uso di antibiotici alternativi come spectinomicina.

Come prevenire la gonorrea

Prevenzione

Il metodo migliore per prevenire la gonorrea è l’adozione di comportamenti sessuali responsabili, tra cui:

  • Uso corretto del preservativo durante i rapporti vaginali, anali e orali;
  • Limitazione del numero di partner sessuali;
  • Evitare rapporti sessuali occasionali con partner sconosciuti o dalla storia ignota;
  • Astenersi da rapporti se si hanno lesioni genitali o sintomi sospetti;
  • Non condividere sex toys senza adeguata pulizia e protezione.

Sottoporsi a test di screening per le malattie a trasmissione sessuale consente di identificare e curare precocemente eventuali infezioni, anche asintomatiche.

Quando consultare immediatamente il medico

Se compaiono sintomi come perdite insolite, bruciore durante la minzione, dolori addominali o pelvici, è imperativo contattare prontamente il medico per accertamenti specifici, iniziare subito la terapia ed evitare complicanze gravi e danni permanenti.

Le donne in gravidanza che hanno il sospetto di aver contratto la gonorrea devono informare il proprio ginecologo per escludere rischi di trasmissione al feto e ricorrere ad una terapia adeguata.

Se l’infezione sembra diffondersi ad altri distretti del corpo, con febbre, brividi, mal di gola, è importante consultare subito il medico per impedire forme disseminate pericolose.

Se i sintomi di gonorrea non migliorano o addirittura peggiorano nonostante la terapia antibiotica, potrebbe trattarsi di un ceppo resistente. È necessaria una rivalutazione medica urgente.

Inoltre, quando un partner sessuale riceve una diagnosi di gonorrea, è fondamentale contattare immediatamente il medico per sottoporsi agli accertamenti del caso ed iniziare un trattamento tempestivo.

 

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